MRIDANGA PRANAYAMA IL RESPIRO A TAMBURO

LO YOGA NELLE STAGIONI

Tra le svariate pratiche di controllo e utilizzo del respiro, descritte nei testi antichi e tramandate dai maestri dello yoga, troviamo Mridanga pranayama. Tradotto dal sanscrito mridanga significa tamburo, nello specifico si tratta di un antico strumento a percussione (mridangam) caratteristico dell’India; fu uno dei principali strumenti a percussione per suonare l’inizio della guerra perché si credeva che il suo suono santo deviasse le frecce nemiche e proteggesse il re. 

La parola pranayama deriva da prana (respiro, vita, energia) e da Ayama (lunghezza, controllo, espansione).
Trovo questa respirazione molto interessante e utile per divertirsi aspetti.

L’AZIONE SUL CORPO

Svolge un’azione tonificante e purificante sui bronchi che si rivela particolarmente utile in caso di raffreddori e tosse per liberare da muco e catarro. Migliora la capacità polmonare e contribuisce alla salute di alveoli e bronchioli. Aumenta le difese immunitarie diminuendo la possibilità di contrarre infiammazioni dell’apparato respiratorio.


L’ AZIONE SULLA MENTE

Dona una sensazione di coraggio, proprio come i gorilla maschi si battono il petto per misurarsi gli uni con gli altri senza dover passare al contatto fisico. Ma anche molti atleti prima delle gare di velocità, salto in alto o in lungo, si battono due volte sul petto per incitarsi e incoraggiarsi. Questo gesto sembrerebbe aumentare l’autostima e per questo l’effetto benefico di questa respirazione si espande alla nostra forma di pensiero e a livello energetico.


Mridanga pranayama è inoltre fortemente suggerita ai fumatori o a chi vive in zone ad alto inquinamento. 


COME ESEGUIRLA

Siedi in posizione comoda a terra o su di una sedia con il busto eretto. Posiziona i pollici sotto le ascelle e rilassa le spalle. Durante la fase inspiratoria picchietta il torace nella zona del petto, tamburellando coi polpastrelli e le dita rigide. Durante la fase espiratoria picchietta con le mani e le dita unite. Respira sempre dalle le narici (se non hai il naso tappato dal raffreddore) e abbi cura di inspirare profondamente e di espirare completamente tutta l’aria, in modo da espellere anche le piccole sacche di aria stantia dai polmoni. 
Prosegui per un tempo che ti si addice che può variare dalle cinque alle venti respirazioni consecutive.

Come tutte le buone abitudini, per esprimere tutta la sua efficacia dovrebbe essere ripetuta con costanza nelle tue giornate.

“Noi siamo quello che facciamo e non ciò che diciamo di fare.”

Col sorriso 🙂

Paola

Tags: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *